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Politiche di Merkel e Monti funzionali al ritorno del nazismo

di Francesco Maria Toscano

Nel giorno della memoria, anziché affidarsi alla retorica, è bene ragionare in profondità per fare in modo che alcune tragedie del passato non ritornino. Mai come oggi, infatti, il pericolo di una recrudescenza nazista nel cuore dell’Europa è concreto e reale.

Qualche giorno fa, correttamente, il vicedirettore del Financial Times, Wolfang Munchau, ha paragonato il nostro premier Mario Monti all’ultimo cancelliere della Repubblica di Weimar, Heinrich Bruning, apripista ottuso che permise, con le sue scellerate politiche di austerità,  l’inarrestabile ascesa al potere di quel demonio di Hitler. Secondo Munchau, infatti, Monti è subalterno nei confronti di Angela Merkel così come, aggiungo io,  Mussolini lo era ieri nei confronti di Hitler. Lo storia sembra tragicamente ripetersi. Il Financial Times non è propriamente un giornale scandalistico e, perciò, non è possibile archiviare l’agghiacciante accostamento proposto da Munchau sotto la voce “fantasie da web”.

Nella vicina Grecia, ad esempio, non c’è più bisogno di aprire un libro di storia per tentare di compenetrare l’essenza del nazismo. Basta scendere in piazza. Bande di squadristi si aggirano per la capitale Atene menando poveri extracomunitari e intimidendo i militanti della sinistra. Alba Dorata, cavalcando sapientemente l’esasperazione di un popolo intero ridotto alla fame per soddisfare il sadismo puro di gente come Draghi, Monti, Merkel e Lagarde, ha raggiunto percentuali di consenso a due cifre.

E mentre oggi Angela Merkel riconosce di giorno, ipocritamente, le colpe del suo popolo per uno sterminio passato, di notte ne organizza un altro meglio dissimulato ma non meno pericoloso e cruento. Negli anni ’30 l’austerità di Bruning diede forza al nazismo di Hitler. Nel 2013 l’austerità imposta dalla Merkel a tutti i Paesi dell’Europa mediterranea sta lentamente ricreando le stesse condizioni di allora.

Questa non è un’opinione, è un fatto. Ma la domanda vera, a questo punto, è un’altra. Siccome la storia insegna che l’esasperazione cieca di alcune politiche economiche affamatrici genera per reazione movimenti politici autoritari, violenti e assassini, perché i “sinceri democratici” Merkel, Monti e Draghi insistono nell’imporre misure che, alla prova dei fatti, si sono già rivelate ampiamente sbagliate e controproducenti? Non è legittimo, a questo punto, ritenere che i galantuomini di cui sopra lavorino consapevolmente per abbrutire la civiltà europea al fine di imprimere al Vecchio Continente una definitiva svolta autoritaria da realizzare con le buone (cioè attraverso la tecnocrazia massonico reazionaria oggi al potere) o con le cattive? (permettendo quindi il riemergere di forze naziste in senso classico comunque etero dirette dagli stessi centri massonici di destra che oggi comandano).

In questo clima, un buffone come Berlusconi si consente di dire che in fondo Mussolini ha sbagliato solo a varare le leggi razziali. Una considerazione aberrante che, lungi dall’essere frutto di improvvida sciatteria, è funzionale al tentativo morbido di riaccreditare la cultura neonazista. Le forze politiche che hanno sostenuto il governo Monti, al netto delle strumentali contrapposizioni elettorali, lavorano per far trionfare lo stesso tipo di società.

Il Pd puntella la dittatura tecnocratico-finanziaria che genera rabbia violenta; rabbia che il Pdl si prepara in prospettiva ad organizzare politicamente (questa la traduzione più probabile della stupefacente sortita di Berlusconi sulla bontà delle scelte del Duce). Per questo, è bene che i cittadini italiani comprendano che il Pdl, il Pd, Monti e l’Udc propongono sigle diverse ma nascondono, ancora per poco, lo stesso terrificante simbolo: la croce uncinata.

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